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Lettera da Sembe 2009

Archivio > Lettere del Presidente



Carissimi Amici,

le parole sono a volte poca cosa
ma possono racchiudere sentimenti, esperienze, gioie, fatichee veramente nelle parole che vi scrivo vorrei fosse racchiuso tutto questo. Lesperienza che ho vissuto questanno nella Missione di Sembé è stata intensa, ricca di emozioni: lho condivisa con Lorenza, Idilio, Adriano, Aldo ed Aderitoe siamo stati uniti in momenti di gioia e di grande sofferenza, sostenuti fraternamente dalla Comunità delle Suore Francescane, che ci hanno accolto e che hanno con noi condiviso unavventura veramente unica: Sr Marie Pierre, Sr Rita, Lucia ed Anita. Così i giorni sono passati nellaffrontare il più impegnativo dei nostri compiti: portare in salvo il Container, partito il 5 Gennaio da Sesto al Reghena (PN) alla volta di Douala, in Cameroun. Larrivo era previsto in Congo per metà Febbraio: purtroppo, dopo imprevisti epici, labbiamo accolto solo il 27 Marzo. Cosa è accaduto? Purtroppo, già lungo la strada asfaltata che porta da Douala a Sembé, ci sono stati i primi imprevisti: il Camion ha avuto delle avarie, che hanno ritardato di molto la marcia. Successivamente, nellaffrontare il tratto più lungo ed infernale, ovvero gli ultimi 400 km di strada sterrata, si sono susseguiti tanti di quegli inconvenienti che servirebbe un libro per raccontarli: rottura di ruote, avarie, infossamento in buche e laghi di fango,necessità di reperire Caterpillar per estrarlo dalle buche, ponti di legno disastrati, pioggia torrenziale, intoppi burocratici in un Paese in cui ogni funzionario ha una sua Legge, e vari punti di pista in cui il Container si era praticamente rovesciato se il buon Dio non fosse intervenuto a sorreggerlo. Adriano, insieme a Sr Georgette e Sr Marie Pierre, con amici locali, hanno dovuto partire in più riprese con una Toyota per andare incontro al Container e scortarlo, cercando di risolvere di persona gli intoppi e quindi condividendo con il Container la vita in Foresta per oltre 20 giorni. In loro aiuto, dalla Missione, una squadra composta da 20 locali guidati da Aldo, Idilio ed Aderito, si sono impegnati per restaurare al meglio i punti più critici della pista per unintera settimana,recuperando dalla foresta tronchi, sassi e ghiaia. Così, con il contributo sofferto di tutti, ce labbiamo fatta: il Container è arrivato ed è stata subito grande festa!!! Abbiamo al meglio stipato tutto il materiale, suddiviso per qualità e siamo riusciti ad installare un nuovo Generatore di corrente da 20 KW, indispensabile per la vita della Missione. Purtroppo, per mancanza di tempo e forze, non siamo riusciti a montare lImpianto di Pannelli Fotovoltaici né a piastrellare lOspedale. Abbiamo già programmato comunque un secondo viaggio in cui Adriano ed Aldo torneranno a completare ciò che, per troppi imprevisti, non siamo riusciti a portare a termine.

La Missione è comunque sempre in gran lavoro: lOspedale, dotato di strutture medicali allavanguardia, funziona a pieno ritmo di giorno e di notte: accoglie molti malati che vengono anche da km e km di distanza per essere accolti e curati. Lorenza, come unico Medico, insieme a Sr Rita, ha dedicato tutto il tempo per dare vita anche quando era ormai persa ogni speranza. Tantissimi bambini malati di malaria, parassitosi, infezionie curati in modo pericoloso dalla stregoneria indigena, si sono riversati nella Missione ed è stato impegnativo ed intenso servirli e curarli per strapparli dalla mortebattaglia che non sempre abbiamo vinto. Ora le stanze dei malati sono abbellite dai nuovi letti e materassi.nel futuro contiamo di ampliare la struttura della degenza, ormai insufficiente a contenerli. Nel chiostro interno, il giorno prima di partire, abbiamo costruito una piccola grotta che ricorda quella di Lourdes: una bellissima statua della Madonna, giunta dallItalia con amore, vi è contenuta e sicuramente conforterà e proteggerà gli ammalati e la Missione.

Il Container ha donato anche tantissimi giocattoli e vestiario per le famiglie povere della Missione e per lOspedale. Molti adulti e bambini nudi hanno ricevuto doni di prima necessità. Prima che arrivasse il Container, abbiamo provveduto personalmente a molti di loro, comprando dove possibile un po di vestiario, visto che nella Missione ormai non avevamo più nulla e le scorte
erano finite. Quotidianamente si acquistava pane per bambini e malati e ci impegnavamo, in attesa del Container, a riparare varie rotture degli impianti della Missionesistemando lorto, il giardino, le pompe, le jeep,...Così insieme tutti noi rispondevamo prontamente e volentieri alle mille necessità che si presentavano davanti ai nostri occhi.

I bambini di Sembé adottati a distanza stanno beneavevo puntualmente preparato foto di ognuno di loro per portarvelema purtroppo mi è stata rubata la macchina fotograficaed ho perso tutto larchivio. Le 3 scuole vicine a Sembé che i vostri bambini stanno frequentando funzionano a pieno ritmo, anche grazie alla guida di Anita, che crea e segue con precisione ed amore i programmi scolastici.

Spostandoci alle altre Missioni, in Cameroun, ho potuto vedere come a Nkilzok i vostri bimbi adottati stanno bene. Le Suore sono impegnate quotidianamente nel Dispensario e nelle Scuole che sperano di poter ristrutturare al più presto, grazie ad un progetto da noi presentato ad un Fondo Internazionale. A Kribi, inoltre, abbiamo portato caramelle, vestiario, materiale didattico e strumenti musicali per le attività quotidiane della Scuola, che ormai conta 380 iscritti, di cui molti sono da voi adottati. La Scuola offre molte attività formative allavanguardia (questanno ha ricevuto 3 Premi di riconoscimento), tra cui una sala Computer ed una sala musica. A tutte le comunità del Cameroun, comunque, arriverà parte della provvidenza presente nel Container. Tutte le suore ringraziano per la premura e la generosità di ognuno di voi.

Ci sarebbe molto altro da raccontare.chi ha visto per la prima volta Sembé ha detto che è veramente una gemma preziosa nel cuore dellAfrica: anche grazie al vostro generoso contributo abbiamo potuto realizzare questo sogno! Ma se guardiamo ciò che circonda la Missione non possiamo fermarci qui: cè ancora molto da fare, e nei nostri sogni ci sono progetti che vorremo realizzare:

-ampliamento della degenza dellOspedale
-presenza costante di un Medico -costruzione della Casa per i Medici
-fornitura costante di cibo e vestiario per le famiglie povere
-medicinali



sappiamo che sono sogni impegnativi, specialmente in questo momento in cui siamo tutti in difficoltà per la crisi economica mondialeperò sappiamo anche che Dio prova ma non abbandona, per cui non perdiamo la speranza. Gli occhi di quei bambini, bisognosi ma sereni, sono sempre stampati davanti ai nostri occhi, e ci chiedono ogni giorno di cambiare qualcosa di noi per non dimenticarci di loro. Per questo, anche a nome loro, vi dico un GRAZIE grande e commosso: ogni goccia riempie lOceano dei bisogni dei poveri e può cambiare il mondo. Io, insieme alle suore ed a tutti i Volontari, sarò sempre pronta a portare anche a nome vostro laiuto di cui hanno bisogno. Abbiamo organizzato una piccola festa per condividere la nostra testimonianza insieme a Sr Ritasperiamo di poterla realizzare il 3 Luglio a Sesto al Reghenavi daremo conferma della data. Ringraziandovi fin dora per tutto e restando a disposizione, vi porgo un caro saluto di pace e bene, a presto,

Sabrina
insieme ad Aderito, Adriano, Aldo, Idilio e Lorenza


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