Carissime,
La situazione libanese è ormai conosciuta dal mondo intero. Ma come sempre i giornalisti raccontano quello che  arrivano a captare con le camere e i telefoni comunicano alle loro reti televisive più presto possibile il  vivere, però la situazione è tutta un’altra cosa.
I nostri anziani dicono che nemmeno durante i 15 anni di guerra civile non hanno sofferto come soffrono oggi. Allora con poche lire vivevano, costruivano case, sposavano i figli perfino comperavano oggetti d’oro. Avevano legna per scaldarsi e mangiavano alla loro fame. Certo quelli erano altri tempi. Noi al nostro arrivo a Menjez nel 1988 non avevamo da pagare niente perché nel 1988 non avevamo da pagare niente, perché non c’era ne l’elettricità ne telefono, benzina ne riscaldamento, ne macchine ed io direi neppure le strade per arrivare nel villaggio eppure la gente era felice, pregava, cantava, si radunava in piazza e i giovani passeggiavano lungo la strada del Santuario della Madonna del Castello fino a tardi la sera.
A scuola avevamo pochi bambini, una maestra e noi Suore tutti felici con qualche banco regalato dalle Suore della Carità e dai Padri Carmelitani. La guerra finita, il libano pian piano rifioriva, progrediva e Menjez pian piano prendeva posto sulla carta geografica. E’ tornata l’elettricità le televisioni, i telefoni, le automobili e anche la nostra nuova scuola spiccava in mezzo alle costruzioni di pietra nera vulcanica del luogo. E’ vero che i prezzi aumentavano, ma la lira libanese teneva parte il suo valore anche quando il dollaro e l’euro si davano la concorrenza con le alti paesi. Anno dopo anno speravamo che il libano ritornasse alla sua gloria passata; diventasse come prima la chiamavano la piccola “Svizzera”.
Ma Il 4 agosto 2020 ha cancellato ogni nostra speranza, già da qualche tempo correvano voci di bancarotta, di casse vuote, di svalutazione della lira ma credevano che erano solo voci di passaggio come la pandemia del “Covid 19”, invece la nuvola nera che aveva oscurato il mondo intero con lockdown, chiusure delle Chiese, gente senza lavoro, migliaia di morti per il Libano è diventata una nuvola nera che scosse come un temporale il Libano intero. Beirut è distrutto solo in un secondo: palazzi scoperti, vetri sparsi in mille direzioni, tende trascinate nel mare, muri si scioglievano e il sangue correva come un fiume nelle strade mentre uomini in pezzi volava nel cielo. Questi sono le cose che come dicevo prima sono captate dalle tv, altre più nascoste le lacrime di quelli che non avevano più niente. Molte famiglie hanno perso case, mariti, figli, piedi, mani e gli ospedali strapieni e gente che gemevano alle porte perché non erano accettati senza pre-pagamento.
Giorno dopo giorno le cose peggiorano. Il dollaro è arrivato a 22,000 L.L. quando era solo 1,500LL. I prezzi quasi tutto si vende al mercato nero hanno seguito il dollaro, quello che costava 1.000L.L. oggi costa 20.000L.L. e il 20.000LL diventa 40.000L.L. e così via… L’elettricità viene solo un’ora al giorno anche se viene! Il petrolio per il generatore costa al mercato nero sei volte più caro da 1,000,000L.L. al 6,000,000L.L. Come si fa quando tutto cambia fuori del salario dei lavoratori? Come si fa mandare i figli a scuola quando il trasporto costa più della retta scolastica, come si fa comperare i libri che costano il triplo? Dobbiamo però ammirare i sacrifici di questi genitori che cercano in tutti i modi la possibilità di mandare i figli a scuola. Tanti si domandavano come sarà il mondo dopo il Covid 19.
Noi abbiamo visto che nella nostra zona è nato lo spirito di collaborazione tra le famiglie che si sono scambiati dei libri, le divise.
​ Tanti hanno portato a scuola roba piccola che non potevano usare per i loro figli quindi passata ai più poveri. Tante Associazione hanno collaborato per mandare pacchi di viveri per le povere famiglie che soffrono di fame. Anche i campi sono coltivati nella campagna. Non tutti hanno proprietà. Noi abbiamo cercato di aiutare con le rette scolastiche con alcuni aiuti venuti dall’estero. Ma le nostre possibilità sono poche perché abbiamo gli insegnanti da pagare e anche da fare l’aumento al loro salario non basta più a pagare trasporto e rette scolastiche. I nostri giorni ci ricordano quelli delle nostre prime sorelle a Costantinopoli e a Rodi che a un certo momento decisero di andare in Francia ed in Inghilterra per la questua. Oggi noi dove andremo? Ce la faremo? Potremmo aiutare queste famiglie e convincerle di non abbandonare la loro terra? Cosa ci consiglia la nostra Missione Onlus Tau e le nostre sorelle responsabili delle missioni? Ce la faremo?
Sì, cantiamo con il nostro Fondatore “Meravigliose sono le vie della Divina Provvidenza nel quale non abbiamo diritto di chiedere perché questo, in questo modo e non altro”…

Sr. Beatrice Skorti
F.M.S.C. Menjez Akkar Libano

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